IL GOVERNO MONTI

giovedì 27 ottobre 2011

Berlusconi: via libera dall'Ue, ora ci giochiamo la credibilità





All'uscita dal vertice di Bruxelles il premier sostiene che misure non creeranno tensione sociale.

Berlusconi si dice convinto che le misure del pacchetto non causeranno motivi di tensione sociale. "Noi - afferma - non abbiamo introdotto delle misure così negative come in Grecia. Lì ricordo che ci sono state misure che hanno riguardato addirittura il licenziamento di un numero importante di impiegati pubblici, la diminuzione del 25% degli stipendi". 
Passata "a nuttata" del vertice, tuttavia, al premier spetta il ben più difficile compito di tenere unita la maggioranza e placare le fibrillazioni che, puntuali come orologi svizzeri, sono partite tra i parlamentari al solo diffondersi della voce di un patto tra lui e Bossi per andare al voto nel 2012. "Inesistente" dice il Cavaliere che assicura: "Si va avanti fino al 2013".


Usando come termine di paragone la Grecia il premier ha sottolineato come il governo italiano non è dovuto ricorrere a misure simili a quelle draconiane di Atene. "Da noi nulla di tutto questo, da noi c'è soltanto la mobilità e la possibilità che vengano messi in Cassa integrazione degli impiegati pubblici per dei periodi delicati. Quindi ritengo la situazione assolutamente gestibile".


Berlusconi parla anche dei cosiddetti licenziamenti facili e spiega che "in casi non estranei alle società ma riguardanti i bilanci, una società può vedersi costretta a concludere il contratto di lavoro con dei propri dipendenti che tuttavia troveranno nello Stato la garanzia, attraverso la cassa integrazione, di avere il tempo, remunerati, per trovarsi un nuovo lavoro". 
Il premier sottolinea dunque che "nel documento c'è anche l'impegno a unificare i sistemi della cassa integrazione". "Abbiamo già dei progetti a riguardo che sono - riferisce - molto precisi e che stimoleranno chi si trovasse in queste condizioni, anche a prepararsi per nuovi lavori e nuove professioni".


Infine, il presidente del Consiglio si rivolge all'opposizione, invitandola a smettere i soliti panni dei "signori del no" perché quelle contenute nella lettera, dice, "non sono misure che riguardano interessi di questa o quella parte e soprattutto non riguardano interessi della maggioranza o di certe categorie di persone. Sono misure che riguardano l'interesse degli italiani e dell'Italia". "Quindi - afferma - noi ci auguriamo che l'opposizione voglia uscire dai panni stretti che finora ha indossato nel dire sempre no e nell'essere sempre contro, e voglia con noi partecipare all'approvazione di queste misure che sono chieste dall'Europa e servono anche all'opposizione".