IL GOVERNO MONTI

sabato 8 ottobre 2011

Autunno caldo 2011 - Camusso: "Il Paese non ne può più, Governo se ne vada". 300.00 in piazza con la Cgil: “Pubblico è futuro”



Dettori: senza lavoratori pubblici non c'è futuro.

Roma, 8 ottobre - "Ancora una volta tutti insieme, ancora una volta in questa piazza a sostenere le nostre ragioni, a sostenere che il Paese ha bisogno di cambiamento”. 

È una Rossana Dettori, Segretario Generale della FP CGIL, determinata quella che dal palco di piazza del Popolo ripercorre tre anni di manifestazioni che hanno visto protagonista proprio questo luogo. Parte dal 30 ottobre 2008 quando la CGIL, quella volta insieme a CISL e UIL, diede vita alla più grande manifestazione di protesta dei lavoratori della conoscenza degli ultimi anni. Quella volta però, mentre dal palco si invocava l'unità sindacale, nel pomeriggio ci fu la firma dell'accordo separato e l'inizio del tentativo di mettere all'angolo la CGIL. Già da allora, ricorda Rossana Dettori, si intravedeva la prospettiva di un periodo lungo e duro, di lotta e di protesta. La CGIL è rimasta vicino ai cittadini e si è fatta portavoce dei diritti messi in pericolo dalle politiche di questo Governo, come il 12 giugno 2010 quando sempre su questa piazza con lo slogan, quanto mai emblematico, di FP e FLC "Tutto sulle nostre spalle", ha chiesto un cambiamento avvertendo quanto sempre più i cittadini fossero vicini alle ragioni della protesta.
"Noi siamo ancora qui a protestare", continua Dettori, perché le condizioni del paese sono sempre peggiori: crisi strutturale, crisi di valori causati da un Governo egoista e inadeguato, che deve “andare a casa senza se e senza ma”. I cittadini hanno capito che la Grecia è vicina e sono stanchi di una pressione fiscale rivolta sempre ai soliti noti. Rossana Dettori sottolinea quanto per la CGIL sia possibile un altro modo per uscire dalla crisi che parta proprio dal lavoro pubblico. Il welfare non è disponibile per le speculazioni. Non dimentica le donne, lo scorso febbraio protagoniste di una significativa manifestazione sempre in questa piazza, il segretario generale di FP sottolineando quanto le donne siano una ricchezza assoluta per il futuro di questo paese. E ancora ricorda come si debba fare retromarcia sul blocco dei contratti di lavoro, sulla loro centralità e sull'impossibilità di deroghe inique. La difesa del contratto di lavoro e delle RSU rappresentano il fulcro delle battaglie della CGIL. Al ministro Brunetta si ricorda che la sua riforma è fallita, e che nessuno crede più alla favola dei fannulloni anche grazie alla CGIL che è scesa in piazza per spiegare il valore del lavoro pubblico.
Rossana Dettori, conclude auspicando che questa piazza possa tornare ad essere la piazza dell'unità sindacale e che CISL e UIL possano condividere le battaglie con la CGIL. "Senza lavoratori pubblici non c'è futuro!".

Pantaleo, contro la crisi creare lavoro e solidarietà. 
“Siamo qui per licenziare il governo Berlusconi, un governo di incompetenti, moralmente impresentabile che annienta la democrazia e i valori costituzionali”. 
Usa parole durissime il Segretario Generale della FLC, Domenico Pantaleo che apre il suo discorso ricordando le giovani operaie morte a Barletta, vittime del lavoro nero. “Anche questa è l'Italia di oggi - ha detto - sfruttamento, illegalità, schiavismo. Il lavoro deve tornare a essere fattore di emancipazione delle persone e di sviluppo e coesione”. Per questo la lotta della CGIL contro l'articolo 8 della manovra sarà durissima. “Non possiamo accettare – ha avvertito Pantaleo - che i lavoratori vengano spogliati di diritti fondamentali e saremo con la FIOM in piazza il 21 ottobre per dire no al "modello Marchionne" che nel settore pubblico è "il modello Brunetta"”.
Pantaleo ha ricordato la protesta di ieri dei giovani che vogliono riappropriarsi di quel futuro che gli è stato tolto. A questi va ridata speranza perché è stato tagliato il 90% dei fondi per il diritto allo studio e la disoccupazione giovanile è al 30%. “Oggi – ha proseguito il leader della FLC CGIL -, di fronte alla crisi bisogna creare lavoro e sviluppare solidarietà, andare cioè in senso opposto a quanto fa il governo. Oggi si salvano le banche e si scarica la crisi sulle spalle dei più deboli. Non ci stiamo  - ha detto - e non condividiamo neppure i diktat della BCE sulle pensioni. Ci provino loro a lavorare in un asilo nido fino a 70 anni”.
“La competitività e la crescita del sistema Italia - ha proseguito Pantaleo - si ottengono con l'innovazione e pensando a un nuovo modello di sviluppo. Per questo serve più stato, più intervento pubblico. Altro che sperperi e fannulloni”. I servizi pubblici, ha spiegato Pantaleo “permettono alle persone di non sentirsi sole, permettono ai bambini e ai giovani di costruirsi un futuro. E a chi ci chiede come si finanzia tutto questo rispondiamo così: con una patrimoniale sulle grandi ricchezze, combattendo l'evasione che ci toglie 120 miliardi di euro, combattendo l'illegalità e la corruzione che ci costano 60 miliardi di euro, riducendo le spese militari. Ci sarebbero risorse per investire nell'edilizia scolastica, nel diritto allo studio, nella ricerca”.
Pantaleo ha concluso il suo intervento rivendicando la democrazia nei luoghi di lavoro e la riconquista del contratto nazionale per difendere, migliorare e valorizzare il lavoro. “Senza il sindacato – ha affermato il Segretario Generale della FLC CGIL - le condizioni dei lavoratori peggiorano. Questo è il disegno del governo. E noi non ci stiamo. Per questo ci opporremo con tutte le nostre forze a qualsiasi tentativo di non fare votare i lavoratori pubblici per eleggere le RSU”.

Intervento di Caterina Tripodi, insegnante di scuola primaria. 
Svolge il suo servizio in un quartiere difficile della zona sud di Roma. La scuola elementare dice, si è trasformata nel giro di tre anni da scuola di qualità a scuola del caos. Erano state fatte tante promesse alle famiglie, come quella che il tempo Pieno non sarebbe stato toccato, ecco che invece anche in scuole come la sua, “tutta a tempo pieno”, sono stati assegnati docenti in meno rispetto al numero delle classi e così i bambini si ritrovano ad avere classi con quattro, cinque ed anche sei insegnanti.

Stiamo andando verso la distruzione della scuola pubblica, ma non solo. Sotto attacco sono anche l'Università e la Ricerca e a tal proposito è significativo, l'aneddoto che questa insegnante ci racconta: "Nella mia classe, una terza elementare: si parlava del metodo scientifico sperimentale, la riflessione era sull'importanza della figura del ricercatore, i bambini hanno capito che un ricercatore potrebbe anche aiutare a soluzioni importanti come la scoperta di cure per gravi malattie. Il pensiero conclusivo è stato: "maestra, ma allora ce ne dovrebbero essere tanti, così almeno si possono aiutare tutte le persone malate?". Forse un bambino potrebbe fare meglio di un ministro se riesce a capire l'importanza della ricerca.

Piazza del Popolo è piena, è quanto annunciato dal palco. Intanto, la coda del corteo, partito intorno alle ore 14.30 da Piazza della Repubblica, ancora deve arrivare. Continuano gli interventi. Atteso a breve il comizio conclusivo del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.

Intervento di Francesca Scolamacchia, educatrice in un asilo nido comunale di Bari.
Nel suo applaudito intervento, Francesca mette in evidenza come la riduzione dei trasferimenti finanziari dallo Stato agli Enti Locali sta comportando un abbassamento senza precedenti della qualità dei servizi sociali nei confronti dei soggetti più deboli. Forte è inoltre la riduzione del personale addetto a questi servizi. Precariato, contratti atipici, esternalizzazioni sono ormai una consuetudine. L'azzeramento del finanziamento del fondo per gli asili nidi sta avendo immediate conseguenze soprattutto sulle donne lavoratrici che trovano sempre più difficoltà nel conciliare tempo di lavoro con tempi per la famiglia.

Francesca ribadisce come anche in tempi di crisi è possibile, oltre che doveroso, rafforzare i servizi per la prima infanzia. Occorre pensare all'educazione come un investimento e non solo un costo. Occorre dire no a questa deriva e ricordare che la qualità dei servizi pubblici è elemento fondamentale di eguaglianza e democrazia. Infine, Francesca fa un forte appello per le elezioni delle RSU previste per il prossimo marzo.

Da Facebook sostegno alla CGIL.
Molti i messaggi di solidarietà che stanno arrivando sulla pagina FB della CGIL Nazionale, tra i quali “non c'erano dubbi che alle nostre manifestazioni, la partecipazione fosse ottima: è sempre stato così ad ogni manifestazione indetta dalla CGIL!!!”. Inoltre, tanti i messaggi contro le politiche del governo “questo governo è contro gli uomini di buona volontà”.
Camusso, il Paese non ne può più, Governo se ne vada. 
“C'è un Paese che non ne può più, un Paese che non vuole avere tutto sulle sue spalle, un Paese che sconta tre anni di negazione della crisi”, così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso arrivata in Piazza del Popolo dove terrà l'intervento conclusivo della manifestazione nazionale 'Pubblico è Futuro'. “E diciamola come va detta – ha aggiunto Camusso -, c'è un paese che non recupera credibilità se questo governo non se ne va il più in fretta possibile”.

Oggi manifestano anche i bambini. 
Non sono pochi i bambini accompagnati dai genitori. Sventolano bandiere, si fanno sentire con i fischietti, chiedono i palloni, quelli grandi. Si divertono. Vivono il corteo come un momento di festa. E un po' lo è. La festa della dignità e dell'orgoglio del lavoro pubblico. Passa un gruppo musicale di Altamura. Rullano i tamburi. Passa una donna con un cartello: “Scuola statale pericolo di crollo”. Questa manifestazione è fatta anche perché i bambini e le bambine, tutti, abbiano una scuola che non crolla, una scuola bella, dove imparare a leggere il mondo. A giudicarlo con la propria testa. Dove ci sia posto per imparare e fare musica. E anche per fare i pupazzi, come quelli grandi, che ora qui davanti danzano ripetendo un rituale antico. Con la testa, con le mani, con il cuore si impara. Tutto ciò non può accadere in una scuola immiserita dai tagli e offesa insultando a ogni piè sospinto gli insegnanti.

Dal palco le testimonianze dei lavoratori. 
Paolo Serventi Longhi, Direttore di 'Rassegna Sindacale' ha dato il via, dal palco allestito in Piazza del Popolo, sotto la scalinata del Pincio, alle testimonianze di due lavoratrici: Caterina Tripodi, insegnante di una scuola primaria a Roma e Francesca Scolamacchia, educatrice a Bari. A seguire gli interventi dei leader della FP e FLC e del Segretario Generale CGIL, Susanna Camusso.