Il governo Monti non si è insediato nemmeno da 24 ore, che subito cominciano le prime grane.
E non si tratta degli studenti in piazza, quanto del neoministro dell’ambiente, Corrado Clini, che ai microfoni di Un giorno da pecora su RadioDue ha dichiarato: “Il ritorno al nucleare è una opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Comunque, di base, la tecnologia nucleare rimane ancora una delle tecnologie chiave a livello globale“.
Ohibò, e dire che pensavamo di aver chiuso con il referendum di giugno sulla questione. Evidentemente Clini si era distratto e pensava di essere ministro di un altro Paese. Sia come sia, in serata è arrivata la retromarcia, ma per tutto il giorno sono fioccate le critiche, dal PD con Realacci fino a Di Pietro e ai Verdi. Per non parlare di Greenpeace.
Insomma, ci siamo liberati di Silvio che ci aveva abituato alle “mistificazioni dei giornali comunisti” sul suo pensiero, ma è chiaro che ci vorrà ancora un po’ di tempo per liberarsi del copione berlusconiano “Provoca e poi ritratta“.
