Circa 8,5 milioni, tra dipendenti del settore privato e del settore pubblico. Tanti sono i lavoratori che si presentano a settembre, con il contratto scaduto o in scadenza a dicembre 2011 e, quindi, ai nastri di partenza per un nuovo negoziato.
Tra chi è in attesa di un rinnovo contrattuale da almeno tre anni ci sono circa 430.000 metalmeccanici artigiani (compresi orafi e argentieri) e 120.000 addetti del trasporto ferroviario, mentre è scaduto nel 2010 l'accordo che regola il lavoro di 1 milione di dipendenti degli studi professionali. Nel solo settore culturale, i 7.500 addetti delle Fondazioni lirico sinfoniche sono senza contratto da 5 anni, mentre in attesa di rinnovo dal 2007 ci sono 20.000 artisti a tempo determinato e 4.500 dipendenti dei teatri privati. Nel 2010 è scaduto l'accordo per i 10.000 addetti del personale artistico dei teatri e dei 13.000 lavoratori degli esercizi cinematografici.
"La stagione dei rinnovi - dichiara a LABITALIA Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil - si apre all'insegna della difesa del valore del contratto collettivo nazionale di lavoro perché non condividiamo assolutamente il colpo di mano fatto dal governo nella manovra con l'art.8".
Quello che cita Scudiere è uno dei punti più controversi della manovra bis di Ferragosto, l'art. 8, che consente agli accordi aziendali di aggirare gli accordi nazionali e le leggi anche in materia di licenziamento. "Si tratta di un vero e proprio colpo di mano - aggiunge Scudiere - che mette in mora il carattere regolatorio del contratto collettivo nazionale di lavoro e mette in discussione i diritti dei lavoratori, anche quelli previsti dall'art.18 dello Statuto dei lavoratori".
Per il segretario confederale della Cgil si tratta di "un intervento a gamba tesa nelle relazioni sindacali che stabilisce per legge quello che dobbiamo invece regolare con il negoziato nel contratto". "Il ministro Sacconi - conclude Scudiere - così facendo produce il conflitto prima ancora che si apra il confronto". Tra i rinnovi più importanti del settore privato che dovranno partire nell'autunno ci sono quelli che interessano i 500.000 edili delle imprese artigiane e i 140.000 addetti della panificazione delle aziende industrialie artigiane.
Ma anche molti dipendenti pubblici sono interessati alla prosecuzione di negoziati già avviati o all'apertura di nuovi tavoli. Senza contratto dal 2005 risultano i 9.000 dipendenti dell'Alta Formazione (Accademie e Conservatori), mentre per i 1.144.181 dipendenti della scuola il contratto è scaduto nel 2009.
Circa due milioni di dipendenti ministeriali (1.980.000 per l'esattezza) dovranno poi rinnovare un accordo scaduto il 31 dicembre 2009. Un'identica condizione riguarda i 575.000 addetti della sanità pubblica e i 15.000 degli enti pubblici non economici.
